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amministratore condominiale

Come amministrare un condominio

L’amministratore di condominio è quella figura che amministra e gestisce i beni comuni all’interno di un edificio abitativo. Secondo l’articolo 1129 del Codice Civile, infatti, negli stabili con più di quattro condomini è obbligatoria la presenza di un amministratore che può essere interno o esterno allo stabile e che deve essere votato dalla maggioranza degli abitanti dello stabile.

I compiti dell’amministratore di condominio
Il primo è più importante dovere dell’amministratore di condominio è quello di stabilire un regolamento condominiale, di comune accordo con gli abitanti dello stabile, e di accertarsi che questo venga da tutti rispettato. Deve poi tutelare i beni comuni ed intervenire ogniqualvolta che qualcosa o qualcuno mette a rischio l’incolumità altrui o dello stabile stesso. Deve cercare organizzare al meglio quello che è il microcosmo presente all’interno del condominio ed occuparsi della cura e della manutenzione di tutti gli impianti (ascensore, riscaldamento ecc) di cui esso dispone.

I corsi da svolgere per diventare amministratore di condominio
Per diventare amministratori di condominio è necessario svolgere uno dei corsi di formazione promossi ed organizzati dalle associazioni del settore, come per esempio Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) o Anammi (Associazione Nazional-europea Amministratori di Immobili). Il corso ha una durata di 72 ore e si compone di una parte relativa a tutti gli aspetti della gestione condominiale, di una parte relativa alle principali questioni contrattuali che interessano il condominio e di un’ultima parte riguardante la mediazione civile e commerciale, quest’ultima necessaria per risolvere rapidamente eventuali controversie fra i condomini. Al termine delle 72 ore si deve poi sostenere un esame finale che, una volta superato, consente di ricevere un attestato che certifica l’acquisizione della competenza professionale. È bene precisare che però questo attestato non costituisce una qualifica o un’abilitazione professionale, dal momento che non esiste alcun albo per la professione di amministratore condominiale, ma è semplicemente una garanzia per i condomini. I costi del corso sono variabili ed oscillano da alcune centinaia di euro fino (e in certi casi oltre) al migliaio. A questa spesa iniziale bisogna però aggiungere i costi per i successivi corsi di aggiornamento, da frequentare per restare sempre aggiornati sulle novità del settore.

Altri requisiti per diventare amministratore di condominio
Oltre ad aver seguito e concluso positivamente l’apposito corso, per diventare amministratore di condominio è necessario essere in possesso di una serie di requisiti generali. Possono essere nominati amministratori condominiali, infatti, tutti coloro che
– godono dei pieni diritti civili
– non sono stati condannati per reati contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica e il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo che prevede la reclusione dai 2 ai 5 anni
– non sono stati sottoposti a misure di pretenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione
– non sono interdetti o inabilitati
– non risultano nell’elenco dei protesti cambiari
– possiedono un diploma di scuola secondaria
Un ultimo ed importante requisito fondamentale, una volta intrapresa la professione, sarà infine quello di dotarsi di un numero di partita iva.